mercoledì 15 agosto 2012

MALEDETTI POLITICI

Secondo l'ultimo rapporto di Giugno della Banca d'Italia il debito pubblico dello Stato è salito a 1973 miliardi circa.
Un anno prima era di 1901 miliardi.
In un anno é cresciuto di ben 72 miliardi, nonostante stangate sui carburanti, IMU ecc.
Pagano solo i Cittadini comuni.



I politicanti sono sempre li a gozzovigliare sulle nostre spalle.

Ci vogliono portare al disastro per gozzovigliare ancora di più.






Stanno distruggendo il sistema produttivo Italiano.






Vogliono vendere il patrimonio pubblico.


Riducono i servizi, tagliano risorse alla sanità, alla scuola, alle forze dell'ordine.








Tutto ciò non serve a nulla.

Ci indebolisce, ci umilia, ci svilisce, ci deprime.

Esiste una ed una sola manovra che può risollevare le sorti del Belpaese.

Una manovra etica, rivoluzionaria, storica, completa, risolutiva:

AZZERAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO MEDIANTE CONFISCA DEL PATRIMONIO DEI POLITICI, LORO NEPOTI E CONSOCIATI IN AFFARI.

Dunque parola d'ordine:

FACCIAMOLI-PAGARE


mercoledì 11 luglio 2012

ricchezza privata e debito pubblico



alcuni elementi di economia.

Si costruisce un diagramma che descrive come è distribuita la ricchezza di un determinato Stato tra le famiglie .
In ascisse x indichiamo la percentuale di famiglie ed in ordinate y la percentuale di ricchezza dello Stato

La curva che indica una distribuzione di ricchezza uniforme tra le famiglie è rappresentata da una retta inclinata di 45° .
Infatti con tale retta il 10 % delle famiglie possiede il 10 % della ricchezza ; il 20 % delle famiglie possiede il 20 % della ricchezza e così via.

Nella realtà la distribuzione della ricchezza è una curva (in rosso), chiamata curva di Lorenz, che sta sotto tale retta in quanto, ovunque nel mondo, una grande percentuale di famiglie possiede poca ricchezza mentre una piccola percentuale di famiglie possiede molta ricchezza.

L'economista Corrado Gini propose un parametro significativo: il coefficiente di Gini = CG
CG = A/(A+B)                dove A e B sono le aree colorate rappresentate in figura
ovviamente A+B = 0,5
per cui CG = 2A = 1-2B
Nel caso in cui una sola famiglia possiede tutta la ricchezza di uno Stato la curva di Lorenz si appiattisce sull'asse x pertanto l'area B = 0 e si avrà CG = 1
Nel caso in cui la ricchezza sia ripartita in parti uguali tra le famiglie la curva di Lorenz coincide con la retta a 45° per cui l'area A = 0 e pertanto CG = 0

Il coefficiente di Gini sintetizza pertanto come é distribuita la ricchezza di uno Stato: più tale coefficiente si avvicina a 0 e più la ricchezza è distribuita in parti uguali, più si avvicina ad 1 e più è distribuita nelle mani di poche famiglie.



la Banca D'Italia nel suo rapporto sulla distribuzione della ricchezza in Italia :









http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2010/suppl_67_10.pdf


alla pagina 29 - tavola 4A - ci dice che:

--- nel 2008 il coefficiente di Gini  CG = 0,613
--- la metà delle famiglie (quelle più povere) possiede appena il 9,8 % della ricchezza
--- il 10 % delle famiglie (quelle più ricche) possiede il 44,7 % della ricchezza

inoltre a pag 7 , primo punto, ci dice che la ricchezza netta dell'Italia é stimata in 8.600 miliardi di euro.



Il debito pubblico ufficiale (titoli di stato) ammonta a poco meno di 2.000 miliardi di euro.


Se aggiungiamo i debiti per tardati pagamenti a fornitori e appaltatori, i debiti degli altri enti pubblici arriviamo a circa 2.400 miliardi.

Quando la ricchezza, posseduta dal 10 % delle famiglie ricche, ovvero 8.600x0,447= 3.844 miliardi, é stata sudata o meritata, come nel caso di grandi imprenditori, non legati alla politica, allora non ho obiezioni.

E' mia convinzione, confortata dalle cronache del web, che la stragrande maggioranza di tali famiglie ricche appartenga alla politica ed al mondo pseudo-imprenditoriale e pseudo-bancario associato alla politica.

Pertanto tale ricchezza ritengo sia, in massima parte, frutto di corruzione e di intrallazzi ovvero è frutto di ladrocinio.






La Corte dei Conti nella sua relazione annuale :





http://www.avvisopubblico.it/categorie/pubblicazioni/allegati/corte-dei-conti-relazione-sulla-corruzione_25giugno_09.pdf

alla pag 5 del PDF (corrispondente alla pag 237 del documento) afferma che la corruzione causa un danno allo Stato di 50 / 60 miliardi l'anno.


Ciò è accaduto ormai da 40 anni.


60 x 40 = 2.400 miliardi = intero debito pubblico.


per questo rinnovo il mio grido:


FACCIAMOLI PAGARE !


Confisca immediata di 2.400 miliardi alla casta di politicanti, ai loro familiari e consociati in affari.

per un riequilibrio confuciano della ricchezza, a risarcimento dei danni causati dalla corruzione.

 
il duca Ji kangzi chiese al Maestro come mai nel suo regno ci fossero così tanti rapinatori. Il maestro rispose : se tu non fossi avido, non ruberebbero neppure se li pagassi

 
In un paese ben governato la povertà è qualcosa di cui ci si deve vergognare.
In un paese ben governato é vergognosa la ricchezza.



sabato 23 giugno 2012

UNA ESPERIENZA NELLA PROTEZIONE CIVILE

                                                                                                         HO RICEVUTO QUESTA E. MAIL CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE. 




Mi chiamo Stefano Picone, sono Un Disaster Manager della protezione civile e sono molto amareggiato nel vedere le istituzioni della protezione civile allo sbando, anche in situazioni di emergenza, come quelle accadute in Emilia Romagna e Marche o alle alluvioni che hanno interessato la toscana e la liguria nell’Ottobre e Novembre 2011.




Sono amareggiato perché quello che adesso viviamo, io lo avevo già intuito alla fine del 2010, quando sono stato costretto licenziarmi dalla protezione civile del comune di Roma, dopo che il mio capo del personale mi aveva prospettato di non dover più occuparmi delle emergenze, di non avere nuovi incarichi fino a nuovi ordini, mai giunti.

Il mio stipendio era garantito ma sarei rimasto a non far niente in un ufficio, a rubare i soldi allo stato. Beh io non ce lo ho fatta. Mi sono licenziato. Perché per me la dignità è un valore superiore al denaro, e uno stipendio va guadagnato e non rubato!

Dal 2005 al 2010, avevo avuto modo di lavorare per la Protezione Civile del Comune di Roma con la Dott.ssa ............, all’epoca Direttore di questo Ufficio.

Una delle prime cose che si è organizzato è stata una rete tra la Protezione Civile ed i servizi sanitari presenti.

La dott.ssa .......... mi ha incaricato di coordinare la funzione sanitaria per la Protezione Civile comunale. Ciò mi ha permesso di collaborare con le diverse strutture sanitarie presenti sul territorio come la Croce Rossa Italiana, ed il suo referente provinciale Dott. ......... e con il 118ARES COR, in particolare i medici Dott. .............; Dott. ..............; ...............; Dott.ssa ..................; Dott. ..................

Ho collaborato alla gestione di maxi-emergenze ed eventi a Roma come il Primo Maggio o capodanno. Molteplici sono state le iniziative e anche le attività di previsione e prevenzione a cui abbiamo lavorato insieme, azioni fondamentali per aver chiare le procedure e le risorse presenti sul territorio in caso si verifichi una emergenza.

Mi sono occupato inoltre del Rischio trasporti, delle emergenze Antincendio-Boschivo e ho collaborato alla realizzazione del Piano Comunale di Emergenza del comune di Roma.


Nel 2010 era finito tutto! L’ufficio si era fermato!

Eppure questa esperienza mi ha insegnato molto.



Ed è proprio di questo che voglio parlare a Lei, Dottor .A.D.P. . Di come poter migliorare il futuro dell’Italia e non recriminare sul mio passato. Mi piacerebbe poter far fruttare la mia esperienza, e che questa possa ancora essere utile. Scrivo a Lei perché ho sempre avuto la convinzione che Lei sia un uomo onesto e giusto e che non abbia mai pensato solo agli interessi personali.

Negli anni di lavoro presso la Protezione civile, mi sono accorto che le emergenze devono rappresentare per lo Stato, la maggiore efficienza perché in ballo ci sono vite umane. Efficienza che ultimamente sembra perduta.

È palese che lo stato non riesce più a mettere in coordinamento i differenti soggetti ed Enti che sul territorio nazionale svolgono i delicati compiti di ordine pubblico e soccorso sanitario. Ed è la mancanza di coordinamento la principale causa della inefficienza della Protezione Civile. Perché il compito principale della Protezione Civile è il coordinamento.


Voglio raccontare la mia esperienza professionale perché soltanto sapendo osservare le cose, spesso si capiscono i problemi.




Il mio primo incarico alla protezione civile nazionale (DPC) fu in occasione del grande giubileo del 2000 - giornata mondiale della gioventù; forse il primo dei tanti grandi eventi organizzati dal DPC e tanto criticati.

Il Pontefice Giovanni Paolo II riceveva i giovani a Tor Vergata, in una zona che allora era in aperta campagna, con la costruzione di strade nuove per quella occasione.

Si prevedeva un afflusso di 3 milioni di persone.

Fu organizzato un sistema di Protezione Sanitaria. L’area fu divisa in settori. Ogni settore aveva un sistema di protezione sanitaria composto da PMA e ambulanze.

Fu destinato al soccorso dei cittadini un numero verde e una sala operativa dedicata a questo evento. E questo fu l’errore.

Durante l’evento molte persone hanno accusato malori.

La gente chiamava il numero 118, numero per convenzione dedicato al soccorso sanitario e conosciuto da tutti, e non il numero verde dedicato all’evento.

Il 118 ha iniziato a dover gestire i soccorsi nell’area di Tor Vergata, non conoscendo la divisione dei settori e non essendo presenti sullo stradario i nomi delle nuove strade appena asfaltate e costruite; le ambulanze del 118 sfilavano davanti alle ambulanze destinate all’evento, che non risultavano interessate nei soccorsi.

Il sistema del 118 fu ingolfato perché non riusciva a gestire i soccorsi ordinari su Roma ed i soccorsi straordinari dell’evento di Tor Vergata.




Questa mia prima esperienza mi ha convinto che la prima cosa che deve funzionare nell’ambito di una emergenza di protezione civile o di un grande evento è il sistema sanitario, che deve rimanere coordinato dai soggetti che abitualmente svolgono servizio in quella determinata area.

Pensiero questo che all’interno della protezione Civile anche nazionale ancora non è stato recepito.

Ad oggi presso il DPC è presente il COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) che coordina tutti gli aerei dello stato nella lotta agli incendi boschivi ma non esiste un servizio analogo per il coordinamento dei servizi sanitari interregionali per trasferire pazienti critici in centri d’eccellenza presenti solo in alcune città e non presenti in ogni regione.

Questi servizi vengono gestiti dalle varie prefetture con modalità differente da zona a zona, poiché il 118, essendo un servizio regionale, non svolge servizi interregionali.

La stessa Sala Operativa Italia presso il DPC, ha referenti di tutte le Forze operative (Forze Ordine; Forze Armate; VV.F. ecc.) e dispone come referente sanitario di un rappresentante della CRI e non del 118. Ma il servizio di emergenza-urgenza viene espletato in ogni regione dal 118 e non dalla CRI.

Il Referente CRI quindi non possiede l’analisi della forza generale del 118 e dei servizi sanitari presenti in un dato territorio in cui si dovesse verificare una emergenza e non conosce quindi, di cosa effettivamente abbisognerà quel territorio.

Il problema è che molto spesso si tende a focalizzare singole problematiche di singoli Enti, tralasciando il contesto in cui questi Enti operano o si relazionano, ovvero il territorio.





La capacità di guardarsi intorno, sapere cosa accade nelle diverse parti del paese Italia, saper capire cosa funziona meglio e saperlo prendere da esempio per una gestione ottimale, ovvero saper far dialogare i diversi Soggetti, ovvero creare una rete, è la soluzione che deve svilupparsi come mentalità tra Enti sempre più divisi in diverse competenze che non interagiscono tra loro.

Inoltre la mancata informazione ai cittadini, alla collettività, sul funzionamento dei piani di emergenza comunali e sul funzionamento dei servizi sul territorio,in caso di disastro può generare azioni anche pericolose da parte della gente, compromettendo la sicurezza propria ed altrui .

Capita sovente che i cittadini richiedano l’intervento di una ambulanza facendosi prendere dal panico per situazioni critiche o talvolta anche non-critiche, telefonando a numeri sbagliati (113; 112) o richiedendo interventi sanitari sulla scia di problematiche presenti al momento ed enfatizzate dagli organi di stampa (quando ci fu la notizia del rischio influenza aviaria e della SARS al 118 aumentarono le richieste di intervento per comuni febbre o influenze).

La pubblicità progresso televisiva e radiofonica potrebbe essere la soluzione.

Come quella che ha adottato la Protezione Civile per il Rischio incendi boschivi durante il periodo estivo, che indica quale è il numero di soccorso giusto da chiamare in caso di incendio boschivo (1515) e cosa dover fare o non fare.

Una pubblicità progresso dedicata alle emergenze sanitarie e come funzioni la rete ospedaliera sarebbe utile; Una pubblicità che spieghi quali siano i numeri dell’emergenza e quali siano i modelli di intervento in caso di emergenza, e quando rivolgersi alle strutture ospedaliere o quando invece rivolgersi al medico di base.

La materia sanitaria dovrebbe essere prioritaria tra i compiti dello Stato, perché un suo mal funzionamento può comportare inevitabilmente la perdita di vite umane.

Lo stesso piano di rientro finanziario per quanto riguarda la spesa sanitaria in alcune Regioni come il Lazio, che ha causato (per scelte politiche) la chiusura dei Servizi di pronto soccorso e strutture ospedaliere in piccoli comuni delle provincie, che servivano vaste aree di territorio, può far aumentare considerevolmente i tempi di trasporto con l’ambulanza, in caso di emergenze, verso ospedali più lontani, con il rischio di conseguenze gravi per i pazienti.

Il Lazio, inoltre non dispone di una presenza capillare di piazzole di atterraggio per gli elicotteri di soccorso nei centri montani difficilmente raggiungibili, per poter gestire in tempi idonei eventuali codici rossi.

Nel campo sanitario in Italia operano con diversi compiti troppi Enti:

-- per il trasporto di pazienti (il 118 per il servizio di emergenza-urgenza;

 -- la Croce Rossa Italiana per il trasporto infermi ed in alcune regioni per il servizio di emergenza-urgenza o in convenzione con il servizio 118;

-- i soggetti privati per il trasporto infermi e talvolta in convenzione con case di cura e ospedali per servizi comandati;

-- le strutture di volontariato (ANPASS; MISERICORDIE; ecc. ecc.),

-- le Forze dell’Ordine con servizi di ambulanza e protezione sanitaria per i propri dipendenti e le Forze Armate per i servizi destinati agli ospedali militari), per la gestione sanitaria e veterinaria sul territorio (ASL o AUSL territoriali) ,per la gestione e il ricovero dei malati e dei feriti ( vari presidi ospedalieri),

-- le varie strutture private che erogano servizi a pagamento o in convenzione con il servizio pubblico (Cliniche private, Laboratori Analisi, ecc.).

In molte regioni o province la Centrale operativa del 118 non è a conoscenza dell’analisi della forza sanitaria generale sul proprio territorio e non coordina, quindi, tutti i vari soggetti che dispongono di ambulanze, con la conseguente problematica, in caso di maxi-emergenza, di non poter coordinare tutte le ambulanze (anche con caratteristiche speciali in caso di emergenze in luoghi impervi o in gallerie ferroviarie o ferrovie, come le bimodali o le 4X4) presenti nel territorio, ma soltanto quelle afferenti alla propria struttura.

Da menzionare è l’intervento di una ambulanza ALS della Polizia di Stato senza coordinamento della centrale 118ARES in occasione dell’esplosione di Via Ventotene a Roma, (27 novembre 2001). Inoltre essendo il 118 un servizio regionale in ogni regione abbiamo una organizzazione differente.

Cosi nelle diverse regioni abbiamo ambulanze del 118 con a bordo personale con diverse qualifiche, come :  anestesisti, medici, infermieri, o soltanto volontari.


Ci sono servizi 118 che dispongono di elicotteri abilitati al volo notturno ed altri no; altri 118 che dispongono di elicotteri dotati di verricello e specialista ed altri no, altri ancora dove il servizio STEN non si può avvalere dell’intervento dell’elisoccorso ed è gestito soltanto da ambulanze non presenti capillarmente sul territorio, con tempi di intervento molto lunghi.



La divisione di competenze sanitarie, non è altro che un sistema consolidato di divisione delle competenze a diversi soggetti nelle diverse mansioni che svolge lo Stato, come ad esempio tra le forze dell’ordine e armate la presenza di diverse strutture, ognuna operante in un settore specifico (Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale dello Stato; Polizia Penitenziaria; Guardia Costiera; Polizie Provinciali e Polizie Municipali, Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare) con telefono differente e afferenti ognuna ad un soggetto diverso. (A parere di esperti la presenza di molti corpi armati, è stata imposta fin dall’Unità di Italia per evitare l’accentramento in pochi ministeri di poche forze di polizia o armate, evitando l’insorgere di colpi di Stato).

La presenza di soggetti diversi per svolgere mansioni simili o differenti e la mancanza di una rete nonchè l’utilizzo di una metodologia di lavoro e un linguaggio tecnico distinto può creare problematiche quando questi soggetti si troveranno ad interagire magari per fronteggiare una situazione critica o una emergenza.

Spesso, si tende a classificare le varie emergenze con una diversa terminologia: Emergenze complesse, dove vi è una situazione difficile da risolvere ma dove sono coinvolte poche persone e dove di norma intervengono solo gli enti di soccorso preposti (esempio la tragica vicenda di Alfredino Rampi 1981); Maxi-Emergenze dove vi sono situazioni pericolose in atto dove sono coinvolte più persone ma sono situazioni che non si prolungano nel tempo oltre le 12/24 ore (esempio grandi incidenti stradali, incidenti nei trasporti ecc.);

Emergenze di Protezione Civile dove vi sono situazioni pericolose in atto dove sono coinvolte più persone e che si prolungano nel tempo anche per diversi giorni o anche mesi che comportano l’alloggiamento di persone ed animali ed evacuazioni importanti di paesi o territori (come ad esempio i terremoti).

Nelle emergenze di protezione civile è prevista la creazione di Centri Operativi (COC; COM; CCS ecc.), che altro non sono che sale operative di coordinamento dove sono presenti i referenti per i vari Enti che gestiscono i soccorsi, ovvero per far dialogare insieme queste strutture (Forze dell’Ordine; Forze Armate; Vigili del Fuoco; 118; Croce Rossa; Volontariato) secondo apposite funzioni tematiche (Sanità; Materiali e Mezzi; Telecomunicazioni; Volontariato ecc.)(Metodo Augustus).

C’è da considerare che nelle prime ore successive all’emergenza di Protezione Civile, durante il cosiddetto “vuoto di Assistenza”, quando ancora non si sono insediati i Centri Operativi, dovrà essere garantito innanzitutto il soccorso sanitario per i feriti, tenendo in considerazione che i soggetti di soccorso sanitario locali potrebbero essere subissati di richieste di aiuto che non riescono a fronteggiare e lo stesso personale di soccorso locale potrebbe essere stato colpito esso stesso da crolli o avere parenti coinvolti dall’evento.

La priorità sanitaria spesso non viene considerata, facendo affluire insieme sul posto colonne mobili che trasportano tende, viveri, bagni chimici, cani da ricerca, PMA e ambulanze, non dando la priorità a questi ultimi. Come è successo in occasione del sisma dell’aquila alla colonna mobile ed alle ambulanze della Croce Rossa Italiana del Lazio, regione limitrofa all'Abruzzo, che sono partite dopo circa 8 ore, ma che avrebbero potuto farlo, se fossero state autorizzate, in appena 2 ore.

Nei giorni successivi all’evento, la struttura sanitaria di supporto alle strutture sanitarie locali, avrà invece il compito di sostenere e fornire ausilio di protezione sanitaria presso i campi di accoglienza dove è ospitata la popolazione e sostituire le strutture sanitarie che risulteranno inagibili (ospedali, cliniche, laboratori analisi ecc.)

Un grande fattore che gioca a sfavore dei feriti coinvolti in una catastrofe è il tempo e la presenza di molte persone coinvolte e poche strutture del soccorso sanitario disponibili nell’immediatezza dell’evento. Risorse che occorrerebbero quanto più specifiche tanto più la situazione è complessa. Durante la mia esperienza lavorativa nella protezione civile ho avuto modo di seguire l’incidente ferroviario accaduto il giorno 7 gennaio 2005 e che ha coinvolto il treno interregionale 2255 partito da Verona alle ore 11.39 e diretto a Bologna.


Quindici persone sono rimaste uccise e molte altre ferite nel sinistro, e due morte successivamente a causa delle gravi ferite riportate.

Il treno interregionale si è scontrato frontalmente con un treno merci alle ore 12.50 presso la stazione di Bolognina di Crevalcore sulla linea a binario unico (oggi raddoppiata) Bologna Verona.

Sulla zona c’era nebbia fitta e le prime richieste di soccorso da parte gli occupanti del treno arrivarono alle sale operative del 118 non indicando una zona precisa poichè si era in aperta campagna e i passeggeri non avevano una idea precisa del luogo dove il treno stesse transitando.

Alcune chiamate indicavano la zona dove era avvenuto lo scontro vicino Verona altre chiamate indicavano le vicinanze di Bologna.

La linea ferroviaria Bologna-Verona non è limitrofa a strade asfaltate o importanti nella maggior parte del suo percorso e quindi le sale operative 118 (Bologna e Verona), per localizzare l’area fecero decollare due elicotteri / eliambulanza, uno da Bologna e l’altro da Verona, per percorrere a bassa quota vista anche la scarsa visibilità la linea ferroviaria per individuare il punto di collisione.

Una volta individuato il treno incidentato, sono stati dirottate sul posto le ambulanze, con indicazioni GPS visto che non vi era un indirizzo preciso e vi erano soltanto campi arati.

I soccorsi furono comunque tempestivi nonostante le difficoltà descritte poiché ogni ambulanza era dotata di GPS.

Il problema però fu che le ambulanze con a bordo codici rossi o gialli si impantanarono nel fango dei campi dopo aver caricato i feriti affinchè essi fossero trasferiti in ospedale.

Furono rimorchiate, con perdite di tempo importanti, da trattori guidati da alcuni allevatori della zona che nel frattempo erano giunti sul posto richiamati dal boato.

In questo incidente, due erano state le difficoltà da evidenziare: la prima che ogni mezzo di soccorso deve essere dotato di GPS e la seconda che per intervenire in zone impervie occorrono necessariamente mezzi 4x4 immediatamente disponibili al verificarsi dell’emergenza.

Un'altra esperienza è stata quella che ho potuto ammirare sulla gestione del servizio di protezione sanitaria organizzato durante la costruzione della galleria ferroviaria di valico dell’appennino AV Firenze-Bologna.

Per poter rendere efficiente il soccorso sanitario per gli operai che avrebbero potuto essere coinvolti in incidenti durante le fasi di costruzione, il 118 Bologna Soccorso ha messo in servizio Ambulanze bimodali

strada/ferrovia capaci di viaggiare sulle rotaie, unici mezzi capaci di poter intervenire in gallerie ferroviarie e in generale sulle linee ferroviarie.

Su Roma, queste 2 esperienze sono state molto utili, e mi hanno permesso la ricerca e l’individuazione di ambulanze speciali e specifiche da utilizzare in caso di emergenza, avendo operato un attenta analisi delle situazioni di rischio presenti in città (tra cui anche le lunghe gallerie ferroviarie come l’Aurelia o quelle stradali Giovanni XXIII o del GRA).

La presenza di ambulanze 4X4 in numero sufficiente è stata individuata da uno studio condotto da me nel 2009, presso le Forze Armate, che però, nonostante siano stati interpellati attraverso canali ufficiali non hanno dimostrato interesse a collaborare con la struttura della protezione civile comunale, di fatto negando la creazione di una rete, adducendo motivi di riservatezza e tempi di attivazione delle loro strutture troppo lunghi in caso di emergenza.

Le logiche individualistiche, sembrano spesso prevalere su servizi essenziali come quelli di emergenza e urgenza che dovrebbero coordinarsi e cooperare per un fine comune.

Ma talvolta anche gli interessi economici sembrano prevalere sul buonsenso, come nel caso della Stazione Termini dove un Servizio sanitario interno gestito egregiamente da un medico (Dott. ...................) e da personale infermieristico con un piccolo ambulatorio che era posto al binario 1 ed era dotato di una ambulanza elettrica per l’intervento in stazione è stato chiuso dalla Società Ferroviaria in attesa di vendere i locali destinati all’ambulatorio a soggetti privati, che sicuramente sono in grado di garantire introiti più elevati.


Nella Stazione Termini, dove si registra un transito puntuale di circa 20.000 persone durante le ore di massima affluenza, con 29 binari ferroviari, due reti di metropolitane, tre sottopassaggi, diverse aree commerciali, un livello inferiore e più livelli superiori adibiti ad uffici, i soccorsi sanitari sono gestiti dal servizio 118-ARES, il cui personale, però, nell’intervento di soccorso spesso trova difficoltà a localizzare l’infortunato che ha richiesto l’intervento dell’ambulanza, essendo la stazione molto grande.

Forse mi sono dilungato un po' troppo in questa mia esposizione,eppure spero che questa mia lettera sia capace di aprire un dibattito che possa innescare un cambiamento in meglio delle situazioni.

Vi ringrazio per l’attenzione

Stefano Picone.

lunedì 21 maggio 2012

L'ETICA ED IL SESTO POTERE


Montesquieu ci insegna che in uno Stato di diritto i tre poteri :
 
1) legislativo (parlamento)

2) esecutivo (governo)

3) giudiziario (magistratura)

devono essere rigorosamente separati.

In difetto si ha uno Stato assolutistico.


Sun Yan Sen, 1866-1925, grande statista cinese di scuola confuciana, afferma che in uno Stato di diritto, oltre ai tre poteri classici, altri due poteri devono essere indipendenti:

4) il potere di controllo sui conti e sulla spesa pubblica

5) il potere di selezionare i pubblici dipendenti (sotto-governo)



Condivido l'impostazione di Sun Yat Sen ed aggiungo un SESTO POTERE:

                                                   6) il potere di emettere moneta.

L'emissione della moneta comporta un potere economico enorme: il signoraggio.
Dal potere economico scaturisce ovviamente un potere politico.

Il signoraggio é la differenza tra il valore stampato sulla banconota ed il costo tipografico sostenuto dalla zecca.

Se una banconota da 100 euro costa 1 euro alla zecca, il signoraggio vale 99 euro.



E' evidente che il titolare del diritto di emettere moneta ha un potere economico immenso.


Può comperare qualsiasi cosa : beni materiali, coscienza e voto di chi è propenso alla corruzione oppure di chi ha bisogno di mangiare.

Può creare aziende produttive o fare regalie a nepoti e vagabondi.

Può costruire infrastrutture utili oppure istituire enti parassitari come serbatoio di voti.

I monetaristi, ovvero coloro che vedono nell'emissione della moneta il nocciolo dell'economia, del benessere e della prosperità, dividono l'emissione della moneta in due categorie:

1) emissione di moneta a debito
2) emissione di moneta a credito


EMISSIONE A DEBITO


L'emissione a debito avviene allorquando l'ente emettitore ( banca centrale BC) è indipendente dal potere del Governo (potere esecutivo).

E' il sesto potere indipendente da me auspicato.

Tuttavia esiste un particolare momento in cui il Governo esercita il potere di condizionare la banca centrale e pertanto l'emissione di moneta : é il momento della nomina del Governatore BC e dei vertici della banca centrale.

Esiste poi un altro controllo politico: é la legge, emanata dal potere legislativo (parlamento), con la quale vengono fissati i termini, gli scopi e i limiti dell'azione del Governatore BC.

Il governatore della banca centrale decide se e quanta nuova moneta emettere sulla base di:
-- doveri istituzionali, stabiliti per legge dal potere legislativo (parlamento)
-- discrezione personale, in base alla propria preparazione in materia di economia (e qui sta la sua indipendenza dagli altri poteri)

Qualora il Governatore BC non ottemperi ai limiti e prescrizioni di Legge, può intervenire la Magistratura ( altro potere indipendente) e metterlo sotto processo.

Pertanto il Governatore BC non è un signore sovrano per diritto divino ma é legato, nelle democrazie, ad organi eletti dal popolo:
-- la scelta della persona è effettuata dal Governo,
-- i suoi doveri istituzionali sono stabiliti dal Parlamento,
-- il suo operato é controllato dalla Magistratura.




Tra i doveri, stabiliti per legge, della Banca Centrale Europea, BCE, c'è quello di operare in modo da mantenere un basso tasso d'inflazione e pertanto mantenere prezzi quanto più possibile stabili.

La BCE, se ritenuto necessario per raggiungere gli obiettivi istituzionali, stampa le nuove banconote e le presta alle banche sparse sul territorio ad un tasso d'interesse molto basso, in genere 1 %.

Il signoraggio sulle banconote emesse, nuove di zecca, appartiene pertanto alla BCE in quanto le banche private ricevono denaro ma lo dovranno restituire.

Le banche private utilizzeranno quel denaro in base alle loro strategie finanziarie e aziendali, prestandolo a loro volta a privati cittadini ed aziende, comperando derivati, comperando titoli di stato ecc.

A questo punto è chiaro perché si parla di emissione a debito :

Le banche private contraggono un debito con la BCE.  I provati cittadini, le aziende e lo Stato contraggono a loro volta un debito nei confronti delle banche private prendendo a prestito il denaro.
Il debito diventa l'essenza di tale forma di emissione di moneta.

Si possono avere due casi:

1)   le banche private restituiscono il prestito alla BCE, aggiungendo l'interesse dell'uno %, perché hanno prestato ed investito il denaro in modo oculato
2)  le banche hanno sperperato e non restituiscono il denaro alla BCE.


Nel primo caso la BCE si riprende le sue banconote stampate e le "seppellisce" nei suoi forzieri per ulteriori necessità.

Che fine ha fatto il signoraggio ?
Il signoraggio è evidentemente sparito, azzerato, annullato.
Gli interessi dell' 1 % incassati dalla BCE sono in vecchie banconote, servono alle spese della BCE stessa e quindi rientrano nel circolo economico.



Nel secondo caso, ovvero se le banche non restituiscono il prestito alla BCE perché falliscono, perché hanno prestato ad altri ( cittadini, imprenditori, enti pubblici ... ) gli euro e non li hanno ricevuti indietro, si è creato del signoraggio (moneta entrata in circolo e non successivamente seppellita).

DOMANDA: in quest'ultima ipotesi, a chi è entrato in tasca il signoraggio?

possibili risposte:

  1.  alla BCE ?       direi di no, nulla aveva e nulla ha. La BCE ha fatto un pari 
  2.  alle banche sparse sul territorio?      direi di no ... loro sono fallite .
  3. ai cittadini, imprese, enti pubblici che non hanno restituito il prestito ?       direi proprio che é una ipotesi plausibile
  4. ai manager, direttori, consigli di amministrazione e azionisti delle banche fallite ?    anche questa è una ipotesi plausibile.

Andiamo a cercare dove sono finiti gli euro freschi di stampa e non restituiti alla BCE .
Andiamo a cercare chi se li è messi in tasca e con essi si è intascato il signoraggio.
Andiamo a scovarli ... perché quelli sono i ladri del signoraggio !     e ...

facciamoli-pagare

(Post in archivio del 21/12/11 " scusate la mia ignoranza")



Analizzando le cronache finanziarie, si nota come il grosso del signoraggio non seppellito finisce ad entità occulte, coacervo di politici, banchieri, multinazionali, personaggi potenti che operano nell'ombra.






Se le banche, ricevuto il prestito dalla BCE, sanno fare bene il loro mestiere, ovvero prestano denaro ad aziende sane e gestite da imprenditori capaci, a cittadini che si fanno la casa, il denaro entra immediatamente in circolo e genera ricchezza.

Il PIL (prodotto interno lordo) aumenta e con esso aumentano gli introiti per lo Stato tramite le tasse.

Le tasse possono essere utilizzate in due modi:

a) spenderle in infrastrutture che modernizzano e rendono competitivo il paese e gerano benessere

b) spenderle in opere inutili, corruzione, enti e posti parassitari .....

Nel caso in cui si verificano le ipotesi 1) e a) si mette in moto un circolo virtuoso che procede autonomamente senza più bisogno di interventi della BCE

Nel caso in cui si verifichino le ipotesi 2) e b) l'economia va in malora

Nelle altre combinazioni tra le 4 ipotesi si hanno scompensi economici e sociali di varia natura.


La BCE potrebbe comportarsi anche in altro modo:
Stampare moneta e acquistare titoli di stato dei paesi membri per seppellirli.
I titoli di stato sono debiti contratti dagli stati per attuare le due ipotesi a) o b) suddette.

In tal caso il signoraggio viene regalato ai Governi dei paesi membri che hanno emesso i titoli di stato e pertanto viene immesso nel circuito economico, generando un effetto analogo a quanto descritto nel sotto-riportato paragrafo EMISSIONE A CREDITO

Tale strategia, se non accompagnata da un incremento di beni in vendita sul mercato, genera un aumento dei prezzi e dell'inflazione.


EMISSIONE A CREDITO

L'emissione a credito avviene quando l'ente emettitore è nelle mani del potere esecutivo (Governo).
Il Governo decide quando e quanta moneta stampare.

Con la moneta stampata il governo può fare due cose:

a) spenderla in infrastrutture che modernizzano, rendono competitivo il paese e generano benessere

b) spenderla in opere inutili, corruzione, enti e posti parassitari .....

(sono le stesse cose del paragrafo sull'emissione a debito)

Il signoraggio viene immesso nel circuito economico, né più né meno come nell'ultimo capoverso del paragrafo "emissione a debito" .

Nel caso a) l'economia viene messa in moto dalle opere pubbliche e da servizi efficienti, le aziende private lavorano negli appalti, e l'economia si mette a girare.

Nel secondo caso i denari stampati servono ad un momentaneo sostentamento di chi li riceve.

In entrambi i casi si ha un aumento di inflazione. I prezzi aumentano.

Ma:
--- nel caso a) il governo può decidere di mettere tasse sui profitti e, piano piano, ritirare la moneta stampata riportando l'inflazione sotto controllo.
--- nel caso b) i profitti non ci sono; niente tasse; la moneta rimane in circolo, l'inflazione rimane alta e deve essere compensata con nuova emissione di moneta: il processo diventa perverso perchè l'inflazione sale alle stelle.

Ecco perché in questo caso l'emissione di moneta si dice emissione a credito : perché non c'è l'obbligo civilistico e contrattuale di restituirla a qualcuno.
La moneta è stata semplicemente elargita.
Inoltre, quando la cartamoneta era garantita da riserve auree, il possessore della cartamoneta poteva recarsi presso la banca centrale ed esigere "il credito in oro " consegnando la banconota e portandosi a casa il suo lingottino.


Possiamo fare un'altra considerazione:

Nel caso b) l'immissione del denaro in circolo è immediata, mentre nel caso a) servono anni, soprattutto in Italia, visti i tempi biblici per realizzare opere pubbliche.

Le banche, che ruolo giocano?

1) se operano bene, gestendo i risparmi dei cittadini oculatamente e prestando ad imprenditori capaci, contribuiscono anche loro a far girare l'economia

2) se operano male,( prestano soldi a imprenditori truffatori, si spartiscono dividendi da nababbi, danno super stipendi ai loro dirigenti, fanno sparire capitali con transazioni sporche e derivati ... ) sottraggono i soldi emessi all'economia e generano recessione.


A ben guardare osserviamo che i due metodi di emissione sono uno l'inverso dell'altro.

Il percorso del denaro nell'emissione a debito inizia dalle banche, prosegue nelle imprese, quindi nel mercato, quindi tramite le tasse passa allo Stato ed infine nelle opere pubbliche (o parassitismo).

Il percorso del denaro nell'emissione a credito inizia dallo Stato emettitore, passa attraverso le opere pubbliche (o parassitismo), quindi alle imprese, entra in circolo, parte va in tasse tasse e parte va alle banche private come risparmi o profitti di impresa.

La mia predilezione per il sistema a debito è dovuto alla convinzione che più  i poteri dello Stato sono separati e divisi tra vari soggetti autonomi e meno rischia la democrazia. Più sono concentrati in poche mani e più possibilità ci sono che la democrazia sfoci in una oligarchia o, peggio, in una dittatura.

Da un punto di vista economico, quale dei due sistemi è più efficace?

Io ritengo entrambi, in egual misura, a condizione che i valori etici siano alla base del sistema : onestà e capacità di politici e banchieri, giusti stipendi e premio del merito, punizione a chi ruba, assenza di parassitismo ....
In altre parole, se sono rispettati i due punti 1) e a) , il benessere dei popoli è sempre e comunque garantito, qualuque sia il metodo di emissione monetaria scelto.

Il benessere non è dovuto a questioni monetarie (emissione a debito o a credito), o all'emissione a vanvera di cartamoneta, allo scopo di ripianare il debito pubblico e dare un "reddito di cittadinanza" che genera solo vagabondi e costringe i soliti "fessi" a lavorare il doppio per mantenere i vagabondi, ma è dovuto solo ed esclusivamente a:

  • equa distribuzione del reddito, evitando i mega-stipendi di manager e banchieri, soprattutto se si dimostrano inetti.
  • valori etici laici e confuciani, in primis la GIUSTIZIA e la cultura
  • capacità organizzativa dello Stato e assenza di corruzione
  • innovazione, capacità lavorative, prodotti di qualità,
  • principio di decrescita sostenibile: lavorare meno, lavorare in "lavori utili" ( pagina "sul lavoro"), lavorare TUTTI e non essere di peso a nessuno



domenica 6 maggio 2012

sui partiti

"analisi logica e ontologica dei regimi " è premessa a questo post .

Un regime basato sui partiti potrà mai essere amministrato correttamente e in modo democratico?

Il partito è una associazione privata di potere che ha il compito di selezionare individui da proporre come governanti ai vertici dello Stato.

In genere il partito ha un nome evocativo che richiama dei principi etici forti.

Ma all'evocazione delle parole non corrispondono i fatti.

maestro, come posso governare bene?

Guida e datti pena, non ti stancare.
Impiega bene i funzionari, perdona i piccoli errori, promuovi gli uomini di valore che conosci, non trascurare quelli che non conosci.
Rettifica i nomi: se non si rettificano i nomi le parole non corrispondono al senso; se le parole non corrispondono al senso non si opera con successo, non si promuovono le regole e la musica. Se non si promuovono le regole e la musica, le pene sono applicate a sproposito. Se le pene sono applicate a sproposito il popolo non sa come tenere mani e piedi. perciò il Signore fa corrispondere il senso alle parole e le parole ai fatti. nelle parole nulla è trascurabile.



Come vengono selezionati questi individui all'interno dei partiti ?








In base alla cultura ?          No ! sappiamo tutti che non è così

In base ai loro valori etici ?         No ! sappiamo tutti che non è così

In base al loro potere economico e ai favori che offrono ?    Si ! questo accade spesso

In base ai potentati occulti sia economici e finanziari di cui sono il volto pubblico ?    Si ! questo accade spesso

In base ai potentati istituzionali che già sono nelle loro mani ?      Si ! questo accade spesso

In base agli sgambetti, pugnalate alle spalle, e lotte interne senza esclusione di colpi, allo scopo di primeggiare nel partito?     Si ! questo accade spesso

In base alla loro capacità di mentire, ovvero pensare una cosa e dirne un'altra ?      Si ! questo accade spesso

Col sistema di scelta dei governanti basato sui partiti è scontato che al governo andranno sempre i più subdoli, le eminenze grigie, gli Jago , i Don Rodrigo, gli Innominati, i prostituti e le prostitute.

Con una selezione così effettuata dei governanti, lo Stato potrà mai essere amministrato correttamente ed in modo democratico ?
Io penso di no.

E' saggio affidare i sacri poteri dello Stato ad individui così selezionati ?
Io penso di no.

Forse i regimi basati sui partiti si assomigliano tutti e sono parenti stretti del regime fascista.

Almeno in una monarchia può succedere che ogni 10 generazioni capiti casualmente un grande amministratore, un grande statista. Nel sistema partitico non succederà mai

Dunque se vogliamo una vera democrazia ed uno Stato ben amministrato dobbiamo pensare ad un modo diverso di selezionare i più capaci ed onesti.
Un modo non basato sui partiti, oppure basato su organizzazioni di Cittadini concepite diversamente dai partiti.

Avete qualche idea?



Il signore è riservato e non compete, sta in compagnia ma non fa partiti.
Il signore riesce in alto, il volgo in basso.
Il signore ha pudore nelle parole e lo supera nell'agire.
Il signore cerca in sé stesso, il volgo negli altri. Il signore non ha sapienza nelle piccole cose ma può portare grandi responsabilità; Il volgo non può portare grandi responsabilità, ma può avere sapienza nelle piccole cose.